Aspettar che venga maggio
O del perder tempo scrivendo

di Davide Riccio

L'asfalto si argenta di pioggia,
diviene un fiume che s'increspa
ai dossi alle buche ai tombini
su cui rolla, beccheggia l'auto:
ora è un battello, la scia
che lascia sono pozze ai bordi.

Tutto l'autunno e poi l'inverno
ad aspettare il tempo nuovo
ed eccola, una primavera
lenta in ghisa grigia raffredda.

Soggettiva
di Davide Riccio

E' inutile, se il meticcio alza la gamba
e orina sullo zolfo del perimetro perbene.
Le bottiglie d'acqua non le degna certo il padrone,
si rovesciano per vari eventi
ancora tappate e colme sul marciapiede o sulla strada.
L'apposita appiccicosa forchettina di plastica
si piega ma non s'infilza nella dura polpa zuccherina
del dattero denocciolato, ed è sùbito da buttare.
E' inutile quando la primula bianca
passa e s'increspa da se stessa che era in pattumiera;
idem tutti i fiori che avrei potuto regalarle.

I morsetti fermafogli sono da anni nella confezione,
non hanno mai pinzato la mezzeria dell'apertura,
non hanno mai tenuto uniti i fogli di un quotidiano.
Anzi, il giornale comprato ogni giorno,
certi giorni nemmeno riesco a sfogliarlo;
finisce nella pila perfettamente piegato
per un futuro raptus delle pulizie, ed è inutile.
E' inutile la nostalgia appassionata del fado:
se non conosco il portoghese,
e non lo conosco, mi annoia.
Lo stesso potrei dire di altro ed altro ancora.

Bassa pianura d'impermeabile mortale argilla
dove arrivano il fiume e i suoi depositi,
con poiesi e parole,
vi sto forse tracciando le isoipse
delle altitudini sognate, mancate?
Nel lattice sottile
ad oggi un altro figlio è in salvo da questo uomo.

Hypermarket
di Davide Riccio

Prima di entrare ero ansioso e teso.
Qui ripredispongo la mia mente
al pensiero positivo; a più lunga vita
riattivo il sistema immunitario.

Un melone retato, tastato con sapienza
ostentata: io, navigatore solitario
che srotola strappa spiega con arte
e annoda i sacchetti per le susine sfuse
o i muscoli glutei delle melanzane.

Tutti i colori del mondo mi rallegrano,
ricreo legami più stretti tra gli altri
e me, intenti a cercare identici
osservabili bisogni da appagare.

Sono l'apprezzabile single
che seleziona con cura anche l'anticalcare,
l'ammorbidente da stappare annusare.

Refrigerato ovattato
governo il mio carrello in questo mare,
con classe riflessi e moderno sex appeal,
oppure non visto rotolando sospeso
a un ritorno senza prezzo di ragazzo
in monopattino.

E a casa ancora mi premio
scartando sfiziosi blisterati
come in un altro bianco Natale.

 

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