Pirandelliana
di Pietro Pancamo

Vecchio! La vita?
Ti piaceva...
"Sissì... Beh
in fondo vivevo
solo per ricordare me stesso:
per non avere rimpianti
o rimorsi".
E la seguivi, allora.
La seguivi!
"Sissì...
Magari non per nobiltà
o entusiasmo
o speranza. Nonnò...

Per una ragione, invece,
molto più romantica:
perché non mi scacciava...

Ma sì! Poi l'eco di uno sguardo,
l'eco di uno sguardo
s'infrange nel cuore:
e tutto quello che resta da vedere
è il desiderio di guardare".

Somiglianze
di Pietro Pancamo

A quest'ora
ogni paese
è un fagotto
di stelle e di buio.

Ma lo è pure
questo cielo vagabondo
(guscio d'aria e di respiri)
che stringe in un solo mondo
città, mari e tempeste.

Ma lo è pure
questa via
(intirizzita di pioggia)
col suo buio
incatenato ai lampioni
e un po' di stelle
che sussurrano al mio palazzo
la ninna nanna:
Vedo tante finestre
chiuse fra perimetri di sonno.

A quest'ora
ogni uomo
è un fagotto
di buio e di stelle.

Racconto
di Pietro Pancamo

I: In casa, di sera.
Dalla finestra aperta
mi prende ancora
a ditate nel cervello
questo calore in maniche di luna,
che mi costringe sempre
a sentirmi male.
Tanto male:
un concerto di cicale
il silenzio
che si sgretola nel muro.

II: Fuori, di notte.
Ma penso ai ricordi:
lo so che migrano
suscitando lo spazio.
Anche esterno.
Così almeno posso uscire.
Infatti eccomi:
vado a camminare.

E passeggiando zoppo
fra lune di tempo,
trovo un angolo d'ombra
come uno spiraglio di stanchezza.

Il sonno batte nel cervello
come un altro cuore doloroso:
e alla fine
mi riporta il silenzio
che,
riflesso dai torsi lucidi delle finestre,
sembra una fessura acuminata.
La attraverso ferendomi tanto
e, insanguinato di graffi,
(graffiato di sangue)
emergo nuovamente
ai vetri di un ricordo.

Mi affaccio.
Se guardo davvero a lungo,
poi riconoscerò nell'aria del mattino

(le campane, non per me,
sono l'alba
popolata di prime ore)

i detriti del mio semplice destino.

Se la tua voce
di Pietro Pancamo

Se la tua voce desidera cullarsi
nel mio cuore,
troverò i sorrisi
con la mano di un giocoliere
e i miei minuti saranno il volto di acrobazie
che, da una mano all'altra,
volano fra una mano e l'altra.

 

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