Ciclotimia
di Davide Evidda Morelli
1/
Un tempo ai turisti stranieri, al primo colpo
d'occhio dalle stazioni, l'Italia appariva come
il paese degli aranci e dei limoni. Un tempo,
poi cambiarono i colori.
2/
Firenze, né madre, né amante, né sposa,
piuttosto una signora altera e sdegnosa;
non più la Firenze di anemoni e gigli,
ma quella sempre più lasciata a se stessa
dai suoi figli.
3/
Tu porgi il tuo sorriso sull'ombra
di quel piatto e sull'orlo della tazza
e di quel che eri, io scaccio dalla mente
le parole facili.
4/
I cani latrano nel canile e ringhiano
con la bava alla bocca ed abbaiano
alla luna e alle ombre dei rami mosse
da quel matto del vento, ma non si strozzano
mai alle catene come i loro padroni.
5/
Tra l'etica e l'estetica
scelgo di ascoltare la radio di notte.
6/ Nelle
notti d'Inverno
i pescatori vanno a pescare le cee
nell'Arno. Le anguille dal mare ritornano
al fiume per depositare le loro uova .
Le cee devono essere protette,
però mangiamo tutti le cee.
Le cee devono essere mangiate,
però tutti vogliono proteggere le cee.
Povero mare, povero fiume, povere cee.
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