
Muratori
Croati
di Dino Durigatto
Muratori
Croati sul tetto.
Lavoro di malte, muri rivitalizzati
di una casa vecchia, ora bella tornata
a costi da paura.
Capomastro,
vecchio muratore friulano,
hai ancora la calce di Germania nel profondo
della pelle, nella tua mano. Ricordi?
Muratori
Croati e il tetto scotta
la buona lena aiuta e la vita stanca.
Sarà casa ricca, appartamento di lusso,
investimento nel tempo.
Capocantiere
che ci hai portato?
Malta e coppi, dobbiamo continuare,
sappiamo: tu devi consegnare.
Muratori
Croati, pure - spero - assicurati
le ore date saranno pagate, le stanze vendute,
le case adornate, le lingue parlate taglieranno il pane
nei tempi che giungeranno.
Capocantiere,
non bere tutta la birra
potresti appisolarti e magari sognare un ritorno ai tuoi campi.
Muratori
Croati sui tetti delle città del mondo,
pronti a indicare, appena lontano,
s’intravede il lembo azzurro del mare.
Incroci
di Dino Durigatto
Sull’imbrunire
auto adagio s’incanalano sul corso.
Il sole tramonta alle spalle di lucide carrozzerie.
“Rallenta, c’è coda, è l’ora di punta.”
Si rientra dai lavori. Semaforo rosso, l’adagio è fermo.
Un
uomo si muove tra carri costosi e mode d’occidente.
Si muove allo scattare del rosso, va attraversando le corsie
si ferma accanto ai finestrini rivolgendo uno sguardo,
ottenendo un niente.
Gli
occhi non bastano a superare il borbottare
dei tubi di scappamento.
Sarà un arabo, sarà un poveraccio, sarà un uomo
che per farsi vedere unisce le mani e delicatamente implora.
Va,
tra auto ferme, da vetro a vetro, donando ad ognuno
un cenno d’inchino con le mani giunte.
Ora sì che si vede.
Troppo tardi, il verde avvia l’adagio ripartire della risorsa
umana.
Gli
incroci favoriscono le svolte.
I semafori ne regolano il flusso.
La gentilezza è un silenzio, un inchino a mani giunte.