La canzone
del topo muschiato
di Alberto Corda
Dicono d'aver visto,
nel villaggio, il
topo muschiato che, tranquillo e saggio,
trotterellava giù per la campagna
e poi saliva su, sulla montagna.
S'organizzano quelli
del Palazzo:
"Ah quel topo muschiato! Io l'ammazzo!
S'è intrufolato anche nei nostri letti
per rubarci le mogli e le amichette!"
E s'organizza la
Nazione intera
e caccia il topo da mattina a sera:
"Topo muschiato, sei il nostro Nemico,
brutto animale osceno ed impudico!"
Adesso hanno bruciato
la foresta
per estirpare la lubrica bestia
ed ora hanno incendiato anche il deserto
dove il topo muschiato è allo scoperto.
Però si vede
ancora, nel villaggio,
quand'è notte, quel topo arguto e saggio,
che trotterella giù per la campagna
e poi sale più su, sulla montagna.
Metamorfosi
di Elisabetta sotto la luna piena
di Alberto Corda
Sotto la nera torre
il fiume lento scorre
e lì, presso uno stagno,
Elisabetta a bagno
mostra nuda la schiena
contro la luna piena.
La sua splendida
pelle
di giovane ribelle
s'imperla di gocce.
Sulle vicine rocce
lupi selvaggi
urlano ai notturni raggi.
E l'orologio della
torre batte
la mezzanotte.
Sul viso d'Eli i canini s'allungano
seguendo il ritmo di lontani bonghi.
Al richiamo dei lupi, Elisabetta
balza dall'acqua e nel bosco si getta.
In via Cimarosa
venivano i giocolieri
di Alberto Corda
In via Cimarosa
venivano i giocolieri
ma oggi non vengono più, venivano ieri
e vengono ancora, talvolta, nei miei pensieri.
In via Cimarosa venivano i giocolieri
e c'era un albero
allora, un albero storto
perché era vivo, adesso è dritto ed è morto
e non esiste più nemmeno quell'orto.
E c'era un albero allora, un albero storto.
In via Cimarosa
venivano i giocolieri
ma oggi non vengono più, venivano ieri.
Vento della Provenza
di Albero Corda