Storia
di Marzia. Un'italiana di questi anni
di Pasquale Bottone
Chiunque
la conoscesse così, nella sua quotidianità più
superficiale, forse potrebbe considerarla una donna socievole, di buone
maniere, non dico da frequentare abitualmente, ma quantomeno da salutare
per strada con un certo rispetto della forma.
Marzia è fatta così, è una donna double face come
certi trench invernali che li metti addosso dalla parte impermeabile,
poi li rigiri e te li ritrovi simil cappotti di taglio inglese.
L'unica cosa di cui è matematicamente sicura è che il
mondo è sempre andato avanti in un certo modo, con dei suoi equilibri
che nessuno potrà mai sconvolgere né provare almeno a
modificare. La natura è la natura, ha le sue regole, premia I'uccellino
che sa spiccare il volo da solo, penalizza inevitabilmente il volatile
meno corazzato e più indifeso, è tutto già scritto
e stabilito. L'importante è controllare che si svolga come previsto,
rispettando l'ordine delle cose, evitando confusioni di pensiero e possibili
baraonde di piazza. Meglio stare alla larga da eccessivi e inconcludenti
dibattiti, inutile accendere passioni da illusi che vorrebbero cambiare
il mondo, roba da rivoluzionari! Marzia è fatta così:
se solo provi a contraddirla su qualsiasi argomento te la fai subito
nemica. I suoi occhi si accendono di una rabbia policromatica angosciante,
la sua voce si fa più alta e minacciosa, diviene strepito nevrotico
al tuo indirizzo. Sprechi fiato ed energie, meglio lasciar perdere.
Perché Marzia è una donna di mezza età che si impone
di trovar pace solo la domenica mattina alla messa delle otto. Lì
potrai incontrarla calma e rilassata almeno per qualche minuto, da fervente
cattolica quale è. La preghiera è il suo rifugio contro
le asperità della vita e certe ideologie "omologanti e cattive,
nemiche della persona umana, costruite ad arte dai tanti senza Dio che
invadono la nostra Terra ". Marzia è un tipo tollerante:
ha rispetto del denaro e del lavoro sudato che è costretta a
svolgere da quando la corposa eredità ricevuta a vent'anni è
divenuta irrimediabilmente un lontano ricordo, un amaro rimpianto ("capita
che di un invidiabile lascito non ti rimanga niente!"). Mica vuol
dire che avrebbe dovuto razionalizzare i viaggi esotici in Top Class
o i cospicui finanziamenti al figlio studente in America! "E' la
vita, le cose o vanno in un modo o nell'altro, è tutto destino,
soprattutto quando ti vanno male anche quei pochi investimenti che hai
fatto, non per colpa tua, ma per eccessivi controlli alla tua attività,
neanche fossi una delinquente! Dai e dai ti trovano sempre qualcosa
che non va se vogliono esercitarsi contro di te nel più crudele
accanimento poliziesco! La trasparenza non c'entra nulla, non esiste
per nessuno in realtà!".
L'argomento è scottante, Marzia si sente perseguitata da una
crudele ap-plicazione della giustizia che ha tolto ogni cosa proprio
a lei, autentica benefattrice di tanti poveri disoccupati cui aveva
dato "un lavoro, una speranza".
Marzia è convinta che chi ha tarpato le ali alla sua benefica
attività non potrà mai aspirare post-mortem al Regno dei
Cieli. Certi inumani gesti non si compiono, non si pensano neanche!
Di quali colpe può essere accusata una che i soldi doveva farli
assolutamente e in grande quantità non importa come? Averli è
pur sempre meglio che non averli: così fan tutti, no? Marzia
sente che qualcuno ha ingiustamente rovinato la vita a lei e a tante
altre persone perbene trattate come criminali, costrette da qualche
" togatuccio d'assalto" a confessare con ogni mezzo, pur tuttavia
a ogni occasione non fa che dichiarare di sentirsi dalla parte della
"legge e dell'ordine", di avere a cuore la salvaguardia della
"famiglia e della pubblica moralità". E' vero che Marzia
è divorziata da più di dieci anni; ma lei i suoi figli
li adora. Li ha portati in giro per il mondo, ha donato loro per compleanni
e feste comandate il possibile ed anche l'impossibile! Due abitazioni
(espropriate unicamente per un mutuo non pagato), attività commerciali
d'un tratto svanite "per colpa esclusivamente del caso". Assieme
ai libri contabili. Marzia è convinta, lo è sempre stata,
che tutto sia dovuto alla sfortuna, all'imponderabile, a un "disegno
che deve rimanere incomprensibile per noi comuni mortali, ma che avrà
sicuramente un suo senso e che dobbiamo accettare con serenità".
L'unico rifugio rimane lo slancio mistico che "può illuminarti
le giornate.
Bisogna avere fede, pregare, chiedere aiuto a Dio e meritarselo. Se
ci credi veramente, ti verrà dato. Il problema è che voialtri
siete tutti dei miscredenti". Marzia è convinta di questo,
che l'"aiuto invocato viene concesso da Nostro Signore a chi lo
implora con fiducia". Che lo meriti o no. Purché non sia
un piccolo briccone o "un consumatore di aromi particolari"
che è preferibile tolga il disturbo al più presto cosicché
gli altri gridino trionfanti "Uno in meno!".
Marzia odia parlare delle sue abitudini. E di storia. Tanto più
dell'ultimo conflitto mondiale . Di conduttori coraggiosi traditi dall'"invidia
e dalla animosa violenza di avversari interni ed esterni". E' sicura
che la propaganda dei vincitori abbia stravolto i fatti, mischiate le
carte, dato credito a "soluzioni" mai messe in pratica, partorite
dalla immaginazione perversa di qualche calunniatore in malafede, lui
sì, pieno di odio e sete di vendetta. Non potranno certo fare
testo le "pessime immagini televisive montate ad arte e propinate
a tutti noi fino alla nausea". Marzia se ne sente offesa e continua
a credere che solo una nuova, forte personalità piena di ambizione
e coraggio potrebbe risolvere i problemi del mondo. Sono in molti nel
suo entourage a pensarla come lei. Si incontrano, progettano "iniziative
culturali", esultano per le imprese dei loro "fratelli nordeuropei"
ingiustamente attaccati in tutto il continente per i loro integri ideali
e per l'impegno che profondono a difesa di una verità che tutti
un giorno dovranno condividere".
Marzia vorrebbe abitare ben più su dei confini patri, ma è
costretta a vivere nel Belpaese, in pieno Meridione, come tanti sfaccendati
che non hanno voglia di lavorare e sanno solo pretendere, aiutati dalla
"propaganda dei senza Dio" che livella e appiattisce tutto.
Marzia è convinta che "un giorno la pagheranno tutti, che
verrà il suo momento, di quelli come lei che combattono contro
le ingiustizie del tempo. E che si sentono veri uomini, vere donne,
pieni di passione e voglia di vivere, di creare la loro "società".
Una società pulita, funzionante, sfrondata di ogni palese diversità,
di esempio per i più giovani, di conforto e di appoggio per i
meno giovani e per la parte sana del Paese..."
Marzia impreca, si arrabbia, ride, scherza, urla, aggredisce, modella
il confronto alle sue esigenze, ama l'idea di non poter amare, ma odierebbe
chi glielo facesse presente. Lei vuole, può tutto, esige, con
ogni mezzo. Ogni cosa le è consentita. Perché "la
gente in gamba arriva al traguardo senza fermarsi dinanzi a niente e
contribuisce anche a creare benessere e ricchezza per l'intera collettività.
Alla faccia di lacci e lacciuoli che sono il pretesto dei parassiti
per tentare di bloccarne il cammino! Invece di dedicarsi al controllo
dei senza città che vengono via da casa loro in cerca di fortuna
e nessuno ve li rispedisce prontamente!".
Marzia è sicura di aver trovato la chiave di tutto, che basterebbe
poco a fare pulizia e ricominciare come si deve!
Eppure non è un personaggio delle fiabe, la potrebbe incontrare
chiunque a passeggio per il quartiere. Non cammina, schizza via, ma
è facile imbattersi in lei, specie di prima mattina o nel tardo
pomeriggio. Non è una figura fantastica, per niente: esiste,
in carne ed ossa, vive in questi anni, consuma in questi anni, deposita
schede nell'urna in questi anni, abita il Belpaese in questi anni. Sì,
in questi anni...